Dear life

L’Amore logora il sottile filo teso tra cuore e mente.

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It’s…

Conoscendo la differenza fra is empty ed is null sbadigliò ripensando ai titoloni dei giornali ed al risalto che avevano dato ad una notizia che poteva sorprendere solo quelli che avevano cominciato a pensare partendo dal Big Bang ma senza soffermarsi su cosa ci fosse prima del prima di esso. Il nulla. Quel nulla che non consente conoscenza e non ha dimensione. Niente tempo, niente spazio. Concepire il vuoto sarebbe già pensare. Noi possiamo concepire perfino dio, perché lui rimane un prodotto successivo al pensiero ma non possiamo concepire il nulla perché esso precede il pensiero. Non c’era bisogno del Grande Cerchio per dimostrare che la teoria di Higgs fosse esatta. Sarebbe bastato chiedersi se fosse possibile dimostrare il contrario ovvero, passando dalle particelle alla materia, se può esserci nell’universo anche un solo millimetro cubo di spazio privo di massa e quindi di leggi ovvero un solo millimetro cubo di spazio che sia presente nell’universo ma contemporaneamente assente. Spense la luce pensando che ogni vuoto è anche pieno. Lo sa qualunque stomaco. Pieno di quello che ti manca. Anche i desideri hanno una massa. Assecondarli è la strada per la felicità. Negarli è un torto che facciamo a noi o agli altri.

N.H

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Orange

All’orizzonte, un tramonto color fuoco. L’atrocità di certe esecuzioni mi dice che “disumano” è un termine inventato dall’uomo per prendere la distanza dalla sua stessa umanità. Una cosa non esclude l’altra. Nessuna ipocrisia, nell’umano c’è anche il disumano. Millenni di storia lo confermano. Noi, nel bene e nel male, siamo sempre noi e l’arancio delle tute degli ostaggi è lo stesso di quelle di Abu Ghraib o Guantanamo. Nessuna differenza, solo memoria corta.

N.H

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Il male: quello diverso!

Si sa, il diverso, l’altro, da sempre, è stato il capro espiatorio per ogni malefatta, sociale, politica, economica. Il diverso è il depositario del male altrui, è l’untore che viene da lontano ad inquinare i pozzi, a rubare i beni materiali, a diffondere le malattie. A minare l’economia, addirittura a governare il mondo come purtroppo qualcuno avrebbe voluto farci credere. Stermini di massa, pogrom, deportazioni ci avrebbero dovuto aiutare, insegnare, ma, a quanto pare, la Storia è una cosa noiosa, ha la sfrontatezza di metterci crudamente di fronte ai nostri errori, quindi meglio non prestargli attenzione. Ma il diverso, l’altro non serve solo a questi “alti scopi”, ci si accontenta del diverso per scaricargli addosso anche colpe che nemmeno la più perversa mente potrebbe addossargli.

Se sono in doppia fila e intralcio il traffico, compreso il tram che di certo non può deviare dal suo percorso, perché mi fai la multa quando a dieci metri c’è un negro che vende roba rubata? Che poi il negro sia in regola con il permesso di soggiorno, che abbia una regolare licenza, che non delinque e non vende roba rubata, che manda i figli a scuola, ecc, non conta, è un particolare che non interessa. Il negro diventa il capro espiatorio, colui che deve pagare per la multa di un’auto in doppia fila. Se poi, in quanto multato, reagisco e picchio il vigile e vengo portato via ci sarà sempre qualcuno che tenterà di difendermi e qualcun altro che oltre al commerciante negro tirerà in ballo gli zingari che rubano, quelli dell’Est che bevono, le rumene che fanno le mignotte, gli islamici che pregano dove capita, quelli che mangiano troppo aglio o che gli puzzano i piedi, ecc. ecc. ecc. Mai qualcuno che dica: è vero sto in doppia fila, me ne vado; ha ragione pago subito. Sviare, distrarre, scaricare la propria colpa su altro soggetto a caso per poterla fare franca. Oh l’italica furbizia.

Gli danno il telefono, mica normale, no l’iphone o lo smartphone, la casa con l’aria condizionata, 1000/1500€ seconda la versione del momento, gli forniscono pure le donne delle pulizie e altri privilegi e vantaggi che noi poveri italiani non abbiamo o dobbiamo pagare salati, molto salati. Mica a noi ci trattavano così bene. Tentare di sezionare e smentire e controbattere queste fole, leggende metropolitane, cazzate, è compito arduo, improbo. Sparate una bugia ad alta voce, gridatela, ripetetela e diventerà una verità. In fondo in fondo di questo si tratta. Una grossa enorme bugia propalata ad arte a fini politici, per screditare questo o quello e trarne vantaggio. Inutile contrapporre dati reali su chi, come e quando e quanto delinque, o sbarca nel bel paese e quanti sono quelli invece accolti in Europa. Tutto ciò non conta, non fa gioco nell’utilizzo dell’immigrato come mezzo di lotta politica.

Eccola la nuova frontiera. Non più solo capro espiatorio ma mezzo di lotta politica anche violenta, l’immigrato come un manganello, come una bomba a mano. Forse mi sono spinta oltre ma basta leggere alcune pagine fomentatrici di disordine e i molti commenti razzisti e fascisti per rendersi conto che poi non è così peregrina l’idea.

L’ottusità che pervade i nuovi-vecchi fascisti europei e non solo è ciclopica. Il non voler rendersi conto che la società è cambiata e cambierà ancora più velocemente e travolgerà le loro idee porterà solo a nuovi ed incalcolabili danni. Mi verrebbe da dire che sono la contrapposizione di alcune forme estremizzate di religione. Non possiamo vivere divisi, non più. La tecnologia e la scienza si sono spinti troppo oltre. Immaginate un mondo senza navi, aerei, treni o automobili che colleghino gli antipodi. Immaginate un mondo fermo, statico. Ognuno all’interno della propria nazione. Irrealizzabile, anche uno stolto dovrebbe capirlo.

Tutto ciò detto non vuole in nessun modo essere una totale esenzione dalle colpe di coloro che stanno “invadendo” il bel paese. Basterebbe la saggezza dell’anziana vicina di casa mia: gli stronzi stanno da tutte le parti, così come i delinquenti e le brave persone. L’importante è saperli riconoscere.

N.H

Ridicoli pensieri di una ridicola notte

Vorrei che mi rispedissero le ridicole lettere d’amore che ho mandato, che mi cantassero le ridicole canzoni che ho dedicato, che mi inviassero i ridicoli messaggi che ho scritto.

Vorrei che, nelle notti fredde, qualcuno mi abbracciasse tanto forte quanto è freddo il cuscino accanto al mio, su cui nel sonno allungo le mie mani e le vedo naufragare nella più giusta delle solitudini. Che poi soli non si è mai, perché le assenze, quelle peggiori, si fanno sentire molto più di tante compagnie…

Vorrei che mi aprissero il cuore e lo risarcissero di tutto quello che ha perso, patito, subito e sopportato. Ma temo debba trovare un’assicurazione per informarmi quanto costi salvaguardare il cuore, metterlo al riparo dal motivo stesso per cui egli batte.
Perché l’Amore è come una montagna russa… niente cinture di sicurezza. Più si va in alto, più si rischia di schiantarsi su quel suolo da cui si cerca di scappare da una vita.

N.H