Il male: quello diverso!

Si sa, il diverso, l’altro, da sempre, è stato il capro espiatorio per ogni malefatta, sociale, politica, economica. Il diverso è il depositario del male altrui, è l’untore che viene da lontano ad inquinare i pozzi, a rubare i beni materiali, a diffondere le malattie. A minare l’economia, addirittura a governare il mondo come purtroppo qualcuno avrebbe voluto farci credere. Stermini di massa, pogrom, deportazioni ci avrebbero dovuto aiutare, insegnare, ma, a quanto pare, la Storia è una cosa noiosa, ha la sfrontatezza di metterci crudamente di fronte ai nostri errori, quindi meglio non prestargli attenzione. Ma il diverso, l’altro non serve solo a questi “alti scopi”, ci si accontenta del diverso per scaricargli addosso anche colpe che nemmeno la più perversa mente potrebbe addossargli.

Se sono in doppia fila e intralcio il traffico, compreso il tram che di certo non può deviare dal suo percorso, perché mi fai la multa quando a dieci metri c’è un negro che vende roba rubata? Che poi il negro sia in regola con il permesso di soggiorno, che abbia una regolare licenza, che non delinque e non vende roba rubata, che manda i figli a scuola, ecc, non conta, è un particolare che non interessa. Il negro diventa il capro espiatorio, colui che deve pagare per la multa di un’auto in doppia fila. Se poi, in quanto multato, reagisco e picchio il vigile e vengo portato via ci sarà sempre qualcuno che tenterà di difendermi e qualcun altro che oltre al commerciante negro tirerà in ballo gli zingari che rubano, quelli dell’Est che bevono, le rumene che fanno le mignotte, gli islamici che pregano dove capita, quelli che mangiano troppo aglio o che gli puzzano i piedi, ecc. ecc. ecc. Mai qualcuno che dica: è vero sto in doppia fila, me ne vado; ha ragione pago subito. Sviare, distrarre, scaricare la propria colpa su altro soggetto a caso per poterla fare franca. Oh l’italica furbizia.

Gli danno il telefono, mica normale, no l’iphone o lo smartphone, la casa con l’aria condizionata, 1000/1500€ seconda la versione del momento, gli forniscono pure le donne delle pulizie e altri privilegi e vantaggi che noi poveri italiani non abbiamo o dobbiamo pagare salati, molto salati. Mica a noi ci trattavano così bene. Tentare di sezionare e smentire e controbattere queste fole, leggende metropolitane, cazzate, è compito arduo, improbo. Sparate una bugia ad alta voce, gridatela, ripetetela e diventerà una verità. In fondo in fondo di questo si tratta. Una grossa enorme bugia propalata ad arte a fini politici, per screditare questo o quello e trarne vantaggio. Inutile contrapporre dati reali su chi, come e quando e quanto delinque, o sbarca nel bel paese e quanti sono quelli invece accolti in Europa. Tutto ciò non conta, non fa gioco nell’utilizzo dell’immigrato come mezzo di lotta politica.

Eccola la nuova frontiera. Non più solo capro espiatorio ma mezzo di lotta politica anche violenta, l’immigrato come un manganello, come una bomba a mano. Forse mi sono spinta oltre ma basta leggere alcune pagine fomentatrici di disordine e i molti commenti razzisti e fascisti per rendersi conto che poi non è così peregrina l’idea.

L’ottusità che pervade i nuovi-vecchi fascisti europei e non solo è ciclopica. Il non voler rendersi conto che la società è cambiata e cambierà ancora più velocemente e travolgerà le loro idee porterà solo a nuovi ed incalcolabili danni. Mi verrebbe da dire che sono la contrapposizione di alcune forme estremizzate di religione. Non possiamo vivere divisi, non più. La tecnologia e la scienza si sono spinti troppo oltre. Immaginate un mondo senza navi, aerei, treni o automobili che colleghino gli antipodi. Immaginate un mondo fermo, statico. Ognuno all’interno della propria nazione. Irrealizzabile, anche uno stolto dovrebbe capirlo.

Tutto ciò detto non vuole in nessun modo essere una totale esenzione dalle colpe di coloro che stanno “invadendo” il bel paese. Basterebbe la saggezza dell’anziana vicina di casa mia: gli stronzi stanno da tutte le parti, così come i delinquenti e le brave persone. L’importante è saperli riconoscere.

N.H

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