Il caos

Nella vana ricerca nervosa di una calza dispari mi arrendo ed aggiorno la mia moleskine delle parole inutili aggiungendoci caos. Mi spiace per Esiodo, Anassagora, Platone, Talete e quanti altri hanno perso tempo a cercare la definizione di quel vuoto che nessuna mente umana può concepire tant’è che loro stessi, infatti, lo ipotizzano ricorrendo a quello primordiale che di per sé si riduce al solito, banale ed approssimativo atto di fede che non spiega nemmeno l’atto stesso. Ancor peggio, nell’irrazionale affanno della mente umana, mentre dio, pur essendo una risposta che, però, non risponde alla domanda, ha comunque una sua logica, il caos è invece una risposta che, anziché risolvere la domanda, ne crea tante, tutte, portano alla conclusione che il vuoto e, quindi, il caos, non potevano esistere a meno che non coincidessero proprio con dio e, qui, l’unico che ci è andato più vicino è solo Eraclito. Alla fine, l’unico dubbio vero è dove sia finita la mia calza.

N.H

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