L’amante inglese 

Vi sono film che ti entrano nel sangue perché la protagonista ti somiglia; oppure non ti somiglia affatto e cionondimeno ha la tua ammirazione. L’amante inglese racconta una storia d’Amore con grande semplicità: una borghese s’innamora di un proletario e va a vivere con lui; rinuncia così agli agi che le derivano dall’aver sposato un medico e, ignara, si consegna a mesi di stenti e vessazioni. La narrazione ha un epilogo tragico, ma non c’è un solo momento in cui i due amanti mostrano pentimento, anzi sono grati alla passione che li unisce.La visione del film è consigliata a chi crede nell’Amore e ha in uggia le teorie psico-qualcosa applicate alle faccende sentimentali. Perché Amore è Amore e non necessita di dottrine interpretanti.
N.H

Alcune scene del film 

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9 pensieri su “L’amante inglese 

  1. “rinuncia così agli agi che le derivano dall’aver sposato un medico e, ignara, si consegna a mesi di stenti e vessazioni”…Quindi nulla a che vedere con ipotetici amori ideali, platonici, impossibili…Vive la sua vita fatta di quotidiano, con tutte le verità e fatiche del caso…E nonostante tutto non rimpiange le proprie scelte. Evidentemente la formula tra i due funziona. Ma che funziona è da dirsi solo dopo la prova della “vita” vera. Perchè fnzioni quando funziona è lungi da me stabilirlo, ma certo è dopo il dolce che possiamo definire l’arrosto digeribile 😉

    • Funziona eccome tra i due ma quel gran bastardo del marito a un certo punto mette la moglie di fronte a un aut aut: l’amante non finirà in prigione se lei torna con lui; e lei torna con lui ma una notte, dopo un amplesso subito, lei si alza, imbraccia il fucile e spara al marito. Le resterà solo il tempo di una breve fuga per riabbracciare un’ultima volta l’amante, prima di finire in galera; è amore questo? sì! 🙂

    • Ha indubbiamente un finale triste. Ciononostante, a me,
      Kristin Scott Thomas, in questo film, è l’esempio più artisticamente vero del fatto vi siano regie in qualche modo “cucite a misura” di ciò che siamo. Persino mi sorprendo nel constatare, guardando certi film che la vedono coprotagonista, di quanto ciò che appare ad un primo giudizio scontato… riserva comunque delle interessanti e piacevoli divagazioni sul tema. Uno dei film che ho apprezzato senza dubbio, malgrado il finale triste.

      • L’attrice è indubbiamente bravissima, mi piace molto per come è capace di passare ad interpretare personaggi diversissimi tra loro dal comico al tragico. Il film è bello, tutt’altro che scontato, inesorabile e tristissimo per la realtà che rappresenta.

  2. Le impossibilità sono spesso in ‘conto terzi’. Senno l’innamoramento non porterebbe tanta estasi e tante sofferenze, pur essendo niente. Solo un sentimento.

    • Bisogna riconoscere però che l’innamoramento è un’iniezione di linfa vitale; restituisce bellezza e giovinezza benché a livello effimero… nessuna spa è in grado di fare tanto.

    • ‘Solo un sentimento’…in senso ironico, Nadine, siamo d’accordo. Sempre si sottovaluta il valore dell’immaterialità: sentimenti, emozioni, passioni. Molti credono che la vita sia fatta solo di cose materiali e poi se si guarda bene bene il mondo gira intorno a quello che si pensa, si prova e non si ‘pesa’.;-)

      • Pardon Chris… avresti dovuto racchiudere quel “solo” del primo intervento tra virgolette; ma diciamolo pure, ho frainteso alla grande. Ti leggo abbastanza da sapere che per te i sentimenti non sono “solo sentimenti” 🙂

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