Delucidazioni. 

Per me, il contrario dell’intolleranza è l’accettazione, non la speculare tolleranza. Il contrario della religione di Stato è la Libertà di religione, non il pensiero antireligioso, il contrario dell’ingerenza è il rispetto. Il contrario del razzismo è la solidarietà umana, non il controrazzismo, le generalizzazioni, le sommarie separazioni tra onesti e disonesti e buoni e cattivi e le conseguentemente tanto popolari facili condanne… Il contrario della semplificazione è la complessità, il contrario della verità è il dubbio. Fanno prendere pochi mi piace, sono meno popolari, ma sono strade irte e impervie che da sempre mi affascinano di più.Valorizzare la propria cultura (nel mio caso non è mai stata di partenza solo una, e questo mi agevola a comprendere e riconoscere in me alcune piccole sfumature delle diversità del mondo) è buona cosa e lo faccio volentieri, particolarmente quando sono all’estero… Ma penso appunto di promuoverla fuori, ovunque vada… non di proteggerla da chissà quali minacce in casa. Perché nessuna cultura è figlia di sé stessa o/e – ermafrodita -. La cultura è sempre figlia dell’incrocio di molte culture nella Storia e così sarà sempre. Non è nemmeno così univocamente definibile. Perché lei è più forte, più flessibile di quanto noi la facciamo, è arrivata sin qui e ci sopravviverà. Si arricchisce in continuazione e diventerà tanto più competitiva nel mondo quanto meno la renderemo chiusa e autoreferenziale. Orgogliosa, consapevole, sicura di sé, vitale, può giocare un ruolo attivo nel mondo, non solo parare colpi in difesa. Perché è una risorsa importante (che oggi va scrollata e risvegliata da un torpore un po’ profondo) e perché tutto si muove e non esistono patrie, famiglie e confini che sono nati a priori e vissuti sempre attraverso la storia nella loro purezza originaria. Perché grazie a Dio o alla Storia siamo tutti uomini piuttosto imperfetti, piuttosto bastardi e incrociati in mille vicende e migrazioni, e in continua trasformazione: una trasformazione, però, di cui non avere solo paura, ma per la cui direzione avere – come abbiamo – e dare contributi fondamentali. 

N.H

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Tra l’ieri e l’oggi. 

Un’immagine che mi ha connotata per anni è stata l’àncora, per la capacità di evocare qualcosa che in sé non ha nulla di definitivo, e se si getta è solo perché c’è bisogno di una sosta prima di approdare altrove. In certi contesti, la mia àncora testimoniava il piacere di sentirsi appena un po’ oltre la norma, quella norma istericamente dispotica che non doveva ma si interessava delle vite altrui.Poi, come avviene nella maggior parte dei casi, la seduzione del mondo ha fatto posto a un temperamento che fa dell’essenzialità la sua cifra: convenzionalmente salottiera, umiliata dal somigliare, benché solo in apparenza, a ciò che un tempo era dialogare con il nulla.

(è un bene, però)
 

N.H