Dedica… 

Suppongo di non rivelare alcunché di straordinario dicendo che viviamo un mondo illogico, pullulato da solitudini del cui dramma saremo messi a parte a esequie avvenute; e suppongo pure che l’ovvietà di quanto appena espresso non infici il ritmo cardiaco del lettore che potrebbe obiettare che esistono stati più gravi della condizione di isolamento, nel qual caso dovrei dedurre che lo stesso non è sufficientemente informato sulla differenza che intercorre tra solitudine come atto di volontà, e dunque arrecante benefici, e quella di cui si è vittime. 

Questo post è una carezza alle solitudini incontrate su WordPress, solitudini che attraverso prose lievi o folgoranti si sono spogliate di ogni ambiguità per incappare, talvolta, nell’ardimento idiota dell’anonimo che non si faceva scrupolo di prodursi in sberleffi e ingiurie. Per quel che vale, il mio grazie va a quelli che ora scrivono il loro romanzo altrove, perché senza neppure sospettarlo hanno reso meno greve questo viaggio da  blogger. Ma non dimentico i compagni di viaggio che sono ancora qui, come me, a ripetere le stesse liturgie.
N.H

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8 pensieri su “Dedica… 

  1. In un mondo dove la gara è tra chi fa il cinico, chi fa il disincantato (e non uso il verbo “fare” per errore) mostrare le proprie fragilità, chiedere ascolto, comprensione sebbene protetti da un quasi-anonimato è certamente ingenuo e altrettanto certamente umano. Le carezze fanno sempre bene. A chi le riceve e anche a chi le fa col cuore.

  2. mi piace molto il tono di questo post, anche se, come spesso, mi sfugge in parte il contenuto (sono un po’ tonto:)): per esempio non ho compreso se le solitudini tu le abbia incontrate nei commenti o nelle letture di altri blog e se “l’anonimo idiota” irridesse te o le solitudini di cui sopra.
    Ma in fondo non ha importanza capire se si percepisce (e io lo percepisco) il calore che emana dalle tue parole.
    un sorriso,
    ml

    • Le solitudini di cui parlo sono quelle incontrate su WordPress e non solo, al netto delle ingiurie subìte, hanno rappresentato in fondo per me una compagnia, specie in un passato abbastanza remoto ormai. Aver scritto di questo, o scrivere ancora, altrove i propri pensieri non vieta di tornare a leggere i blog più belli tra cui il tuo.
      Ciao Massimo!

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