Vicina a chi soffre. 

Ed ecco che, puntualmente, inizia lo sciacallaggio. Dietro uno schermo di un social network, durante un servizio pseudo giornalistico, nei Tg news  spazzatura… Su corpi ancora caldi e sanguinanti sotto le macerie. E si aprono le porte alla solita ignoranza razzista del “aiutiamo prima gli italiani”, i rifugiati ospitati in un centro colpito dal sisma stanno a mani nude scavando sotto le macerie e molte comunità islamiche sono già sul luogo per dare aiuto e portare viveri agli sfollati. 

Ho provato a tacere, anche questa volta, ma non ci sono riuscita. L’ignoranza razzista mi fa più schifo e detesto il nostro tempo, miserabile e vuoto. Perché bisogna dirlo che siamo circondati da cretini. Perché il cretinismo va denunciato. 

È ripugnante scoprire che il razzismo più becero si è impossessato della povertà di chiunque, che a cuor freddo vorrebbe “scacciare il clandestino dell’albergo a quattro stelle” e deportarlo a spalare, per poter dare asilo “alla gente nostra”. È persino umiliante leggere lo sciacallaggio a sfondo politico quando ancora non si è nemmeno finito di estrarre corpi di vivi o di morti da sotto i cumuli di pietre. 

Facciamo tutti invece un po’ di silenzio, e qualcuno nemmeno tenti di dare la propria solidarietà, aggiungendo “però era previdibile”, perché poi sale la rabbia oltre la desolazione. Perché ci sarà il tempo per parlare, arriverà sicuramente il tempo in cui chi potrà si dovrà adoperare per vigilare e denunciare, perché la sofferenza altrui non diventi perenne. 

Perché il senso di comunità e di appartenenza dovranno prevalere in questo momento di difficoltà e non i soliti rigurgiti di razzismo che a nulla servono. Visto che non salvano vite o feriti. 
N.H 

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