Il massacro dell’Umanità

Ho discusso ieri con un esponente PD, che in merito alla preoccupante dechiarazione della sindaca di Codigoro, sulla proposta di alzare le tasse a chi ospita rifugiati, aveva cercato di giustificare (!) con tono paternalistico l’ennesima caduta libera del suo partito.

A dir il vero non posso dire d’aver discusso; ho espresso sinteticamente il mio pensiero lasciando a lui la vittoria per abbandono. Che io con i cretini non ci voglio più perdere tempo.

Noi ridiamo; facciamo satira e ridiamo. Ma ridiamo per legittima difesa.

Quando il riso finisce resta il dovere di tornare seri, e spiegare con quel poco di voce che ci è rimasta che il fascismo non è più latente. È tornato nella sua forma peggiore con l’arroganza di un potere inetto e ignorante che non rispetta più nessuno, nemmeno il buon senso. Ed è umanamente massacrante assistere, totalmente impotenti, all’egemonia culturale di destrsinistrcentro imporsi incontrastata sul tema migranti.

Prevale l’odio, l’ostilità, la paura, l’intolleranza, i porti chiusi, i numeri chiusi, i muri, i militari ai confini, l’idea delirante di aiutarli nemmeno più “a casa loro”, ma sulle barche loro lasciando che la morte li raggiunga. E soprattutto prevale quel “loro” contrapposto a un “noi” che è un’invenzione, che è già intrinsecamente razzista, disumanizzante, incapace di empatia come questa era in cui i lutti e i traguardi si celebrano in tempo reale, si condividono in prima pagina ma, temo, si vivono sempre meno, perché sempre meno si riconosce l’umanità dell’altro, di chi scompare o trionfa; e ne resta un’immagine, una foto simbolo, un tweet sagace, una polemica televisiva, uno slogan pubblicitario, un marketing dell’umanità che rivolta lo stomaco con tanto di conati.

Non è solo l’autoritarismo che ritorna nei volti osceni di Trump, Erdogan, Putin o Maduro, nelle loro minacce che sempre più sembrano quotidianità, nella loro intolleranza fatta sistema. E non è nemmeno il conservatorismo sempre più bieco delle destre Occidentali. È anche, forse soprattutto, l’incapacità di immaginazione, slancio e visione delle sinistre, dei “progressisti” che parlano proprio come loro, quelli che dovrebbero stare dall’altra parte e sì, dovremmo – e scusate il “noi” – combattere come si combatte un avversario e un nemico; altro che la “post-ideologia” del volemose bene, del dialogo a ogni costo.

Quando un rappresentante dello Stato e delle Istituzioni ha il coraggio arrogante di dichiarare il suo nazismo con assurda spavalderia, dovrebbe essere costretto alle dimissioni dai vertici del partito a cui appartiene. Dovrebbero essere le istituzioni a correggere loro stesse, a recuperare credibilità, a chiedere scusa alla popolazione che rappresentano. Ma è utopia, lo capisco da me. Perché il risultato è questo: ognuno si fa i cazzi suoi, per un pugno di elettori nel giardino di casa propria. Lo dico con la pena nel cuore e nel cervello, ma a questo punto meglio il multiculturalismo di uno Zuckerberg o qualsiasi altra piattaforma sociale. Meglio quello di un’Europa incapace di qualunque cooperazione umanitaria reale, che sfondi una pagina di comunicato stampa. Meglio il dominio dell’algoritmo che un mondo fatto di uomini altrettanto macchine – e chissà se una qualunque intelligenza artificiale, per quanto scema, farebbe morire tutti gli esseri umani che sono morti e continuano a morire, in questi mesi e anni, per mancanza di intelligenza naturale.  

A noi forse è meglio che resti la voglia di ridere, di allargare le braccia, di farsele cadere perché non c’è il tanto nemmeno per combattere seriamente. Perché ormai è inutile ricordare che è esistito solo un modo per combattere e vincere il fascismo, e chi se lo ricorda perché l’ha vissuto o solo studiato seriamente quando i libri di storia avevano ancora un’utilità, è troppo vecchio o male in arnese.
Possiamo esigere, anche ridendo in faccia a questi ignoranti rimbecilliti dal potere, che stiano zitti o che tornino ad una parvenza di serietà. Perché un conto è l’imbecille che scrive sui Social Network o chiacchiera a vanvera al tavolino di un bar, un altro è quando a palesare la sua stupidità è un rappresentante delle istituzioni. Ma anche questo è difficile da spiegare ormai, quando i “supporters” di questo o quel babbeo, anziché porsi una domanda e darsi una risposta, ti apostrofa con “stai sempre a far le pulci per un errore di italiano, o per un lapsus”.
Eh no, non è così riduttivo! Se a voi sta bene Napoleone ad Aushwitz , le mamme fattrici dell’italica razza, l’alternanza scuola lavoro, l’abrogazione del reato di apologia di fascismo perché liberticida (sic!) e tutte le altre porcherie dette o approvate negli ultimi anni (tengo fuori il sessismo e il razzismo per non ammorbare nessuno) preparatevi al futuro, perché sarà qualcosa che surclasserà il peggio che stiamo vivendo. E già oggi trovo assai più autorevole il mio fruttivendolo di questa manica di imbecilli fatti fascisti solo dalla loro miserabile sete di potere. La politica è altro. La politica dovrebbe essere a nostro servizio, e non il contrario.

 

N.H

 

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20 pensieri su “Il massacro dell’Umanità

  1. Hai fatto un nitido fermo immagine del mio stato d’animo. Ridere è sempre stato il mio scudo esistenziale. Ridere con la nausea è difficilissimo. Da ragazzo sentivo dire “sarà una risata che vi seppellirà”. Io, che tenterò disperatamente di ridere anche vomitando, sarò probabilmente seppellito dalla mia stessa risata.

  2. Struggente e straordinariamente vero. Non ho paura del fascismo in sé, ma del fascismo in noi. L’arrivo dei migranti è un cambiamento, epocale. Nei cambiamenti tutti provano paura. L’emozione è comune e comprensibile. Ma può attanagliarci in un individuali amo sfrenato, o sospingerci a gesti di amore. Sulla questi One migranti o si sta di qua o di la. O si abbracciano le proprie paure o se ne resta vittime.

    Ciao Nadi, tvb, lo sai? ❤️😘

    • La paura è figlia del ventre, sempre gravido, dell’ignoranza e di ignoranza è sovraffollato il pianeta in genere, e questo controverso, nato abortito, Paese in particolare. Identitario senza identità, populista senza popolo, con tendenze autoritarie, senza un filo di autorevolezza, che deve ai propri migranti la sua rinascita dalle macerie belliche, ma che fa nuove macerie per non accogliere.

      • Noi (i miei genitori) stiamo tentando una accoglienza in casa. Ne ho parlato anche con Nadi. È una cosa che mai avvremmo immaginato di fare. C’è timore, senso di responsabilità. Dare le proprie chiavi di casa ad un ragazzo o una ragazza della cui storia personale, per cultura, religione, abitudini, non sai praticamente nulla, non è affatto cosa da poco. Non ammettere di provare paura sarebbe da stupidi. Ma o di qua o di la. O ti serri dentro casa tra le tue ansie e frustrazioni o abbracci, coscientemente, le tue paure e le trasformi in gesti d’amore. L’egemonia culturale di cui parla Nadi è per alcuni versi quella pasoliniana. Laicamente dovremmo interpretare l’appello “aprite le porte a Cristo”, e di poveri cristi è pieno il mondo. Aprire quelle porte è una cosa straordinariamente di sinistra.

  3. Il vostro ammirevole impegno rappresenta l’ormai esilissimo filo di speranza residua. Concordo pienamente sulla legittimità dei timori discendenti, ma conta lo sforzo di superarli. Il superamento dei pregiudizi ha costituito le fondamenta dell’evoluzione. Ora deve costituire argine alla regressione. Complimenti

  4. Ciò che hai scritto, che capisco e condivido, nel modo in cui l’hai scritta rispecchia perfettamente l’effetto emotivo che queste politiche vogliono creare. E se fa questo effetto su di te che sei una donna colta di sinistra e dal pensiero raffinato, non c’è da stupirsi che (dall’alto lato) trovi una folta platea di sostenitori. Che se tu arrivi a dire “combattere altro che il dialogo ad ogni costo” non vedo differenza con l’atteggiamento che critichi. E non lo dico ne per polemica ne per criticarti, solo che ti leggo e al tuo “ma che dialogo ad ogni costo” trovo similitudini con la chiusura di chi vuoi combattere. Ti fai prendere dall’odio/oconelovuoichiamare e fai “il loro” gioco.

    • Se dall’altra parte ho dei razzisti, e i razzisti stanno invadendo anche la mia parte, non mi pare che dialogarci sia l’atteggiamento corretto. Quando si “dialoga” con gli estremisti in genere, questo dice la storia, vincono loro.

      • Nadi, io dico solo che questo modo di pensare corrisponde esattamente a quello che vogliono ottenere. La chiusura delle frontiere è esattamente una chiusura al dialogo, e se siamo in presenza di leadership “prive di senso” è proprio questo il momento di creare ponti tra la gente facilitando il dialogo per tenere in vita il senso di collettività e di apertura mentale.

      • Sì, Francesco, ma serve leadership, servono idee, serve visione, serve partecipazione consapevole e cosciente. Non si può pensare di inseguire i razzisti sul loro terreno, scimmiottandoli, o sembrando solo appena più carini e simpatici. Questo è il mio punto. Il punto è smettere di subire le premesse dei loro discorsi, e per farlo non si devono accettare certe modalità di confronto, tutto qui.

  5. La politica dovrebbe rispondere ad una sola domanda: è giusto?
    Se la domanda invece è: cosa posso trarne io da tutto ciò?, non si stata facendo politica, ma fottutissimi interessi personali.
    E infatti.
    Vabbè Nad’, fa troppo caldo per arrabbiarsi, quindi mi taccio.
    Ti abbraccio e anche questa volta condivido ogni tua singola parola.
    Che strano, eh? 🙂 ❤

    • Ciao José cara! Temo che si è giunti a un punto di rottura e, aggiungo, di non ritorno, visto il clima politico e mediatico in cui si è da tempo ormai immersa l’opinione pubblica.
      Servono idee forti, chiare, che rovescino il tavolo. E servono subito. E questo, a mio avviso, dovrebbe partire dal basso, da noi. La rabbia, in questo caso, potrebbe diventare il leitmotiv per smuovere la passività e l’individualismo – e tutti gli ismi – di cui è affetta la nostra società.

      Io non desisto e credo nemmeno tu, nonostante il caldo, nonostante l’ostilità e nonostante la mediocrità. Per cui tesoro bello, ti mando a mia volta un grande bacione e mi auguro e ti auguro il meglio in questa vita fatta di paradossi.
      ❤️😘🤗

  6. ottimo articolo che analizza e denuncia queste dichiarazioni rilasciate da una Sindaca Pd e più in generale il comportamento di un Pd che la fa da padrone….basti pensare a quanto accaduto in Senato per la richiesta del M5S sull’urgente discussione per concludere un iter naturale, quello dell’abolizione dei Vitalizi. Non è un problema urgente secondo i signori Pd e la signora Boldrini alla Camera ha espulso dall’Aula il Deputato Di Battista. Per farla breve, questi signori hanno fatto intendere agl’Italiani di aver eliminato i Vitalizi ma il problema è ancora lì pendente e tale resterà perchè arriveranno alle prossime Elezioni lasciando immutatto questo Capitolo o lo modificheranno fino a che non ci sarà più tempo materiale per adottarlo….
    Tutti quelli che hanno votato Pd, ne tengano debito conto per le prossime Elezioni!!!!

    • Infatti fuori dal PD trovi solo gioielli. MDP? Campo Progressista? SI? Possibile? Siamo seri! Questo PD fa schifo, ma il resto, a dx e a sx è tragicamente desolante! Per pietà, non perdiamo il senso del ridicolo.

    • Caro Antonio, vorrei anzitutto fare una premessa: la mia denuncia – come l’hai definita – va al di là di qualsiasi schieramento politico, e per nessuna ragione deve o/e vuole essere interpretata o letta favorevole a un partito piuttosto che un altro. Ciò detto, io credo che sia giunto il tempo di ragionare con la propria testa e attivare le proprie capacità analitiche per comprendere a monte la causa dei nostri problemi… senza attendere o/e sperare che lo facciano gli altri per noi. Per carità, siamo in democrazia, e mi rendo conto che questo implica per forza un gioco di deleghe, tuttavia, proprio perché abbiamo l’arduo ruolo e compito di delegare, cerchiamo di fronteggiare al meglio il populismo e ad abbattere certe propaganda spicce che non fanno altro che fomentare e seminare odio.
      Tengo a precisare, senza nessuna pretesa, che l’obiettivo principale dovrebbe essere il bene comune, di tutti, con la centralità dell’uomo e dell’umanità. Sono questi i valori umani che la politica – in teoria – dovrebbe salvaguardare e tutelare facendo il bene e l’interesse di tutti.

  7. “Quando il riso finisce resta il dovere di tornare seri, e spiegare con quel poco di voce che ci è rimasta che il fascismo non è più latente. È tornato nella sua forma peggiore con l’arroganza di un potere inetto e ignorante che non rispetta più nessuno, nemmeno il buon senso.”…..

    Da quello che hai scritto si evince il disagio e la rabbia che questo potere ha prodotto, l’impotenza a fronteggiarlo proprio perchè tentano di metterti a tacere….ed è quello che ho tentato di esporre nel mio commento citando fatti avvenuti e documentati. Io non faccio Filosofia, sono abituato a chiamare le cose con il loro nome e ciò talvolta può dare fastidio…poi ciascuno si regoli come meglio crede.

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