Quanto è inutile scrivere quando sai che la gente ha smesso di leggere!

Sto cercando di scrivere una cosa che continuo a cancellare, non perché non abbia il coraggio delle mie parole, quello non mi è mai mancato, ma francamente lo dico: sono stanca e stufa di ricevere messaggi e e-mail insultanti, traboccanti offese e minacce astratte da chi ha deciso di farsi fottere l’ultimo neurone dalla propaganda nazifascioleghista.

Volevo scrivere che ho rilevato una cosa: più aumentano le notizie delle donne violentate – magari – dallo straniero, meno si parla della situazione dei migranti abbandonati alle armi della Libia. Più i giornali spazzatura inoculano il virus del terrore di camminare per strada, meno si parla delle aggressioni razziste che si ripetono, in questi nefasti giorni in Italia. Più si divulgano agghiaccianti accadimenti, che di nero ha solo la cronaca, meno attenzione si presta ai rigurgiti nazifascisti che ormai son diventati grandi e schifosissime vomitate.

Le associazioni umanitarie lasciano obbligati i mari dove le persone in fuga moriranno, il silenzio calerà sulle stragi a venire. Probabilmente non avremo più piccoli cadaveri di bimbi adagiati in riva al mare a far scuotere l’ultima coscienza sopita, e a quel punto – forse – le donne violentate torneranno ad essere centrali nel racconto della lordura abominevole dell’essere umano. Ma anche in quel caso, parlarne, non servirà certo a darsi le risposte giuste per sanare lo scempio.

Volevo sapere e chiedere se anche a qualcuno di voi capita di restare senza parole davanti a quelle di altri, lasciate andare con estrema superficialità a commento degli articoli di “giornale”, che sembrano essere scritti col solo intento di attirarle tutte a sé, che più ne vengono e meglio è. La pena di morte! In questi giorni l’ho letta così tante volte che, ogni volta mi svuotavo un po’. Così, per capire, son partita da Ilaria, che con veemenza commentava “il branco di Rimini” – che se proprio non lo si poteva mandare in Polonia (e non capiva nemmeno perché) allora si poteva sperare che venissero giustiziati da altri carcerati, nelle patrie galere.

Volevo scrivere a Ilaria che non è il colore della pelle a fare di un uomo un criminale. Ma è stato solo un attimo, il tempo necessario a due click per arrivare al suo profilo e vedere il suo bel faccino sorridente a lato della sua immagine di copertina. La scritta nera su sfondo grigio: “Stay Human – Restiamo Umani”.

Sto cercando di scrivere una cosa, in qualche modo l’ho fatto smettendo di cancellare. Ma quanto è inutile scrivere quando sai che la gente ha smesso di leggere?

N.H

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26 pensieri su “Quanto è inutile scrivere quando sai che la gente ha smesso di leggere!

    • Ho sempre pensato che, in Italia, desta e sinistra, rosso e neri, della stessa pasta sono.
      Ottusi dirigisti, buoni soltanto a blaterare di “ingegneria sociale” citando ossessivamente – come tanti idiot savant – le quattro formulette lessicali lette su qualche pessimo trattato “filosofico”, magari scritto da un intellettuale tedesco dell’800 buono solo a vivere a sbafo dell’amico Engels (bell’esempio di comunista capitalista, quest’ultimo).

      Grazie della segnalazione.

      Buona domenica.

  1. Sì, Nadì, capita anche a me di rimanere senza parole, zittito dalle molte, indecenti, lasciate nei commenti. Quello che noto e mi fa orrore è che ci trovo anche una sorta di “piacere” ed orgoglio a dichiararsi apertamente intolleranti. A dichiararsi fascisti, razzisti, omofobi, misogeni; si parla e si pensa vomitando. I topi e le carogne (fieri di esserlo) son fuori dalle fogne.

    • Ciao Francy, a quanto pare è difficile. È sempre stato difficile pensare, adesso con i social i limiti della nostra società sono solo molto più evidenti.

      Un abbraccio e una buona domenica.

  2. Ma davvero vuoi perdere tempo a confrontarti con gente che fa la conta per sapere se stuprino di più gli italiani o gli stranieri?
    Ma davvero vuoi intavolare discussioni con persone che continuano a sostenere che i migranti portano la malaria, che ci costano 35 euro al giorno e che sono tutti terroristi.
    Io non ci perderei un minuto del mio tempo con questi che inneggiano allo sprofondamento dei barconi e poi si indignano se viene ammazzato un orso.
    Ignorali Nad, che non sono fascisti, razzisti, omofobia e misogini, sono solo ignoranti.
    E tu sei troppo intelligente per disquisire con un ignorante da tastiera.
    🤗❤️

    • Hai ragione José. Sono propria ottusa, e commetto sempre l’errore di voler a tutti i costi correggere l’ignoranza e l’arroganza altrui.
      Sì, devo proprio smettere di pensare che tutto è possibile. A volte il prossimo è stupido, maleducato o ignorante, e molto spesso è tutte e tre le cose.

      Un forte abbraccio e una buonissima domenica 😘❤️

  3. Poco c’è da dire. Per amor di sintesi cito Claudio Lolli:”vecchia piccola borghesia, non so dirti se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia”.

  4. è uno sterile e avvilente duello quello tra i nazifascioleghisti e i seguaci della demenza Boldriniana, un duello all’ombra della faziosità e della informazione distorta, manipolata, peggio ancora, impastata con la scaduta farina delle ideologie e delle utopie fuori corso.

    E’ sbagliato inneggiare alla forca ad ogni stormir di fronda ma è altrettanto sbagliato, se non sbagliatissimo,ridurre il problema migranti alle reazioni di pancia parlando delle donne incinte salvate dai barconi, dei profughi che scappano dalla guerra (il 7%) e dei bambini morti sulla battigia. La questione migranti è qualcosa di molto più complesso delle facili soluzioni Salviniane e delle allucinazione della Boldrini.

    Basta guardarsi intorno per meglio capire, la Merkel, che non è certo Salvini, non ci ha pensato due volte a chiudere la rotta dei Balcani dando 6.000.000.000 di Euro (soldi anche nostri) a Erdogan, un dittatore che sta ai diritti umani come Hannibal Lecter sta alle Orsoline. Anche il progressista Macron, altro individuo distante anni luce da Salvini, ha subito messo in chiaro le cose dicendo a Gentiloni di non volerne nemmeno uno. Eppure, esimia Nadine, non ho sentito nessuno accusare Merkel e Macron di essere nazifascioeviadicendo, se non lo sai te lo dico io, i campi di accoglienza gestiti da Erdogan sono, di fatto, un vero e proprio luna park per i pedofili Turchi.

    evito di approfondire situazioni arcinote, far digerire agli Italiani ciò che non è digeribile è arduo cimento, soprattutto da quella parte politica che sulla tragedia umanitaria lucrava e continua a lucrare, questa è CRONACA, non populismo.

    Per quanto riguarda le minacce che ricevi, ti consiglio di denunciare il tutto alla polizia postale, sul resto, io non condivido le tue idee ma le rispetto, tutti noi dobbiamo assumerci la responsabilità di quello che scriviamo. Sicuramente questo non è il momento ottimale per il verbo Boldriniano.

    cordialmente saluto

    • Sarà per la maledizione della legge di Murphy, ma la quantità di cose che gli inconsapevoli hanno da dire è direttamente proporzionale alla loro stupidità.

    • Su una cosa siamo d’accordo. L’Italia non sa che pesci prendere in politica internazionale dove il suo peso specifico è prossimo allo zero. I dilettanti italiani hanno una vocazione campanilistica anche in politica concentrati esclusivamente sul salvataggio della poltroncina e delle baruffe da pollaio con altri mediocri di partito.
      Certo da qui a tirare in ballo l’immigrazione che soffre da questo dilettantismo ce ne vuole di fantasia e anche pretestuositá un po’ disonesta. È ormai accertato che l’immigrazione è inevitabile quanto necessaria. Così come sappiamo che essa risponde a forti motivi economici e che dà da vivere anche ad una filiera mafiosa a danno dei contribuenti. Continuare la solfa patetica del “aiutiamoli a casa loro” e minchiate varie suona come un maldestro tentativo di salvare poltrone ormai affossate.

      Buona domenica.

      • beccato on line…

        ” È ormai accertato che l’immigrazione è inevitabile quanto necessaria. “…

        devastante alibi, un cocktail fatto di buonismo, ipocrisia, fantasia salottiera, fiabeschi scenari futuristici, parallelismi improbabili e deleghe auto eviranti.

        Dillo a Germania e Francia, Paesi tanto amati dalla sinistra buonista italiana, Paesi che gli immigrati non li vogliono, evidentemente loro non li considerano né utili né inevitabili.

        Repetita juvant, l’immigrazione è un grande problema che deve essere affrontato in modo serio, questa emergenza sta creando immensi danni economici, sta destabilizzando alcuni assetti sociali, è totalmente fuori controllo, crea problemi di ordine pubblico e alimenta mangiatoie. Troppa roba per essere affrontata con sentenze aleatorie tipo: “è necessaria e inevitabile”.

        buona domenica anche a te.

  5. Molta gente ha smesso di leggere e di ascoltare, ma soprattutto di provare a comprendere il punto di vista dell’altro. Questo è vero un po’ per tutte le parti in gioco, purtroppo. Personalmente mi rattrista e preoccupa leggere questa violenza così diffusa, credo sia frutto di un mix di ignoranza, esasperazione, paura e di una libertà di parola a cui non si accompagnano conseguenze. Al tempo stesso non condivido gli approcci semplicistici proposti da alcune parti, che hanno contribuito e continuano a contribuire al peggioramento generale del confronto.
    Mi piacerebbe che fossimo capaci tutti di dialogare in maniera costruttiva, restando umani certo, ma tenendo a mente tutti gli elementi in gioco, perché teoria e pratica, pancia e razionalità sono pezzi spesso distanti (ma complementari) di una verità molto più complessa.
    E poi mi piacerebbe che al di là della politica, degli slogan, dei partiti presi… ognuno di noi fosse capace di guardarsi dentro e riconoscere che prima di ogni altra cosa siamo uomini. Tutti uguali, ma non tutti fortunati.

    • “Mi piacerebbe che fossimo capaci tutti di dialogare in maniera costruttiva, restando umani certo, ma tenendo a mente tutti gli elementi in gioco, perché teoria e pratica, pancia e razionalità sono pezzi spesso distanti (ma complementari) di una verità molto più complessa.”

      Faccio mio il tuo augurio e continuo a sperare in un miracolo 🙂

      Buona domenica.

  6. PS: copio-incollo di seguito un post appena letto che mi ha fatto pensare a quello che hai scritto qui (… rimugino da un paio di giorni).

    “I cosiddetti hater, o leoni da tastiera, o webeti sono persone.
    In questi giorni la mia bacheca è inondata di insulti, attacchi personali, auguri di morte. Mi piacerebbe, nel modo di qualche utopia di stampo platonico, rispondere a tutti.
    Con quelli più feroci, quelli che dicono tipo “tua madre deve morire stuprata e fatta a pezzi da dodici negri così capirai”, gli scrivo in privato e gli chiedo “ma perché hai augurato una morte del genere a mia madre?”.
    In genere rispondono. Possono dire che non ce l’avevano tanto con mia madre ma con quelli come me, stalinisti servi della Boldrini. Io posso rispondere che sono antistalinista e sono molto critico con Laura Boldrini per diversi motivi. E allora loro mi possono dire che comunque sono esasperati perché prima, fino a cinque anni, nel posto dove vivono si stava bene, e ora c’è pieno di africani che spacciano. E io dico: cavolo è un problema. Sì, mi dicono ma non è il solo. Possono dirmi che hanno un tumore, ma non riescono a pagarsi tutte le cure, possono essere diabetici gravi, una disabilità al 70 per cento; non lavorano da tre anni, hanno subito lo sfratto e vivono dal cognato, si devono occupare della madre disabile, mi dicono, della sorella e della figlia piccola dopo che questa è stata lasciata dal marito. Votano Movimento 5stelle, Forza Nuova, Lega, non votano, anche se prima votavano a sinistra, votavano Dp 25 anni fa, il padre era un sindacalista socialista, lavorava alla Voxson, alla Ignis, era un portuale, il loro nonno ha fatto la guerra e odiava Mussolini. Possono dirmi alla fine “Scusa lo sfogo”, in alcuni casi possono lasciarmi la mail o il numero di cellulare, vanno a dormire, a cena, escono di casa.
    Non cambiano idea in nulla, ma alla fine ci si riesce a parlare civilmente. E si capisce che se c’è stato un crollo in Italia è quello del welfare e se c’è stata una distruzione è stata quella delle comunità sociali (partiti, sindacati, associazioni, parrocchie, famiglie…). Sentirsi parte di una comunità immaginata come quella di un thread, anche se si assume il ruolo del guastatore libero o del fascista senza inibizioni, può dare – nella psicosi rovesciata di questi casi – una specie di sollievo.”
    Il post è di Christian Raimo.

    E io allora mi dico – lasciando le analisi politiche complesse a chi ne sa più di me: senza un reale senso di comunità, senza un solido welfare, se ognuno è lasciato solo… come si può pensare di costruire una società inclusiva? Questo è il problema di fondo, che buona parte della politica non vede, occupata com’è a vomitare insulti da un lato o utopie dall’altro…
    E non consola, certo, ma forse getta una luce diversa su questa “disumanità” che tanto fatichiamo a inquadrare, ma che spesso secondo me nasce, in modo tragico e banale –
    proprio da questo diffuso senso di abbandono, che incattivisce gli animi e attecchisce ancor più facilmente in un contesto (direi abbastanza evidente) di diffusa ignoranza.

    Un abbraccio virtuale!

  7. Non è mia intenzione fare a braccio di ferro con nessuno, TADS. Tuttavia, credo sia d’obbligo chiarire un concetto: il problema non è stabilire chi è più buonista (accidenti, siamo anche riusciti a dare una connotazione negativa alla parola bontà) o cattivista. Il problema è far capire che sono i cattivisti – invece – a non essere politicamente realisti. Giocare e puntare solo e soltanto sulla difesa non basta più. Occorre rilanciare. Dicono i “buonisti” perché si chiedono corridoi umanitari? Perché si dice che la situazione nei campi rom è insostenibile? Perché si chiede che la cittadinanza italiana deve essere data a chi è nato e cresciuto in Italia? No, non è buonismo chiedere che la legge sia uguale per tutti, pretendere il rispetto dei diritti umani, sbugiardare le balle di tanta informazione. Non è buonista aspettarsi che uno Stato democratico, con tanto di Costituzione, abbia una politica che protegga i soggetti più deboli, che garantisca parità di accesso a strutture, risorse, possibilità. Si chiama Stato Sociale. Si chiama democrazia rappresentativa e redistributiva.

    Ma è proprio per non parlare di queste cose che si coprono le carte e anzi si rovescia continuamente il tavolo da gioco. Fu una tecnica già adottata con successo dalla destra statunitense sul finire degli anni Ottanta, per ridicolizzare il dibattito sul politicamente corretto, che pure aveva istanze forti, motivate, non banali. A leggere certi quotidiani il problema non è l’assenza di democrazia, il mancato rispetto dei diritti umani, la vergognosa invisibilità mediatica a cui vengono condannati persone, gruppi, minoranze, ma la presenza di una fantomatica dittatura: la dittatura del buonismo «La dittatura del buonismo che domina anche internet». Quei quotidiani, proprio loro, che hanno fatto dei titoli urlati, dell’attacco indiscriminato ai migranti, della cattiva informazione la loro carta vincente. Proprio quei media che hanno decretato in Italia l’arroganza dell’insulto, dell’argomentazione zoppicante, dell’uso distorto delle statistiche, della costruzione nel discorso di un nuovo nemico pubblico: il famigerato “clandestino”.

    Ecco, è questa la posta in gioco. Alla faccia del buonismo.

    • questo commento mi era sfuggito… evidentemente abbiamo qualche problemino sul piano della comunicazione, a parte il fatto cha anche a me non interessa minimamente fare braccio di ferro, non ho mai negato ciò che hai scritto qua sopra. Cerco di spiegarmi meglio, i “buonisti” ideologici e/o interessati hanno un approccio diverso dal tuo nei confronti del problema. L’Italia ha un debito pubblico pazzesco, i segnali di ripresa sono ridicoli, la disoccupazione giovanile sfiora il 40%, i poveri assoluti sono arrivati a 9.000.000 (NOVEMILIONI), da sette anni si continua a tagliare pedissequamente risorse agli apparati come sanità, sicurezza, ecc. ecc. Esiste, in primis per gli Italiani, una incredibile emergenza casa… insomma, un quadro generale veramente preoccupante, direi tragico, una situazione che non ci consente di accogliere centinaia di migliaia di disperati ogni anno. I corridoi umanitari hanno una logica se tracciati nel benessere e diretti verso il benessere, almeno quello un paio di tacche sopra la sopravvivenza. Oggettivamente, onestamente, non perdiamo di vista la realtà. Questi dati reali, questo è il Paese reale, non è propaganda.

      altro problema è la gestione della questione, mi concedo una piccola riflessione a cavallo tra la psicologia e la sociologia, in ogni società esistono fisiologiche sacche di intolleranza, paura del diverso vissuto come un potenziale nemico o invasore (ricordo ancora che qui a Torino, quando ero ragazzo, si leggevano cartelli tipo: “affittasi alloggio NO meridionali”). Queste “scorie” non si tengono a bada adottando metodologie che finiscono per alimentarle, incentivarle. La strada più breve ed efficace per creare intolleranza sociale è proprio quella di dare vita a corsie preferenziali, trascurare un problema esistente da tempo per affrontarne uno nuovo, una sorta di razzismo al contrario. Gli strati bassi di un popolo strutturano pensieri e comportamenti sul vissuto reale, non su basi teoriche, quindi, un eccesso di buonismo mal gestito finisce, inevitabilmente, col diffondere razzismo, intolleranza e xenofobia. Credo che su questo NESSUNO possa darmi torto, è l’ABC della gestione delle masse.

      Non vorrei annoiarti ripetendomi ma vedo che continui a ignorare sistematicamente le mie riflessioni sull’operato Europeo, in particolare Germania e Francia, per non parlare degli altri Stati, il comportamento dei suddetti non deve essere trascurato, preso sottogamba. Il muro REALE, non come quello teorico di Trump, che hanno eretto sul confine nord Italiano, la dice lunga sul come la “cupola” della EU affronta e NON gestisce l’emergenza migranti. Quelle sparse fino adesso sono solo chiacchiere e mancette, il problema continua ad essere nostro. La denuncia di medici senza frontiere sui campi Libici è sicuramente toccante, tuttavia non si capisce perché debba essere tale solo per noi Italiani, non si capisce nemmeno perché la suddetta ONG non sparga proclami altrettanto preoccupanti sui campi Turchi. Vedi illustre Nadine, quando mi trovo di fronte a un problema affrontato e gestito in svariati modi, spesso agli antipodi, il tutto seguendo solo le tracce del tornaconto politico, sociale o economico che sia, mi riferisco ai partiti Italiani ma anche agli Stati Europei, alle varie organizzazioni “umanitarie”, ecc. ecc. divento malpensante e faccio mio il celeberrimo aforisma di Andreotti.

      Concludo gettando un po’ di benzina sul fuoco, il concetto di aiutarli a casa loro non sarebbe poi così sbagliato se fossero veri aiuti, non intendo casse di viveri paracadutate, intendo investire in insediamenti industriali, creare lavoro e benessere, case, scuole, ospedali, infrastrutture e tutto ciò che serve per migliorare la qualità della vita. Obiezione prevista, si creerebbero solo centri di sfruttamento… ecco… giustissimo, probabilmente è così ma questo non si significa che la mangiatoia debba essere spostata in Italia.

      PS: che l’informazione sia tendenzialmente contro il buonismo è una bella balla, in Italia vi sono tre giornali contro e tutto il resto dei mass media a favore, se poi vogliamo parlare di una corretta informazione… rendiamo pubblici i dati del Viminale, quelli che ci illuminano sull’operato quotidiano degli stranieri.

      è sempre un piacere

      • È ovvio che, stando ai fatti allarmanti (tragici oserei dire), non possiamo più guardare le cose da una sola angolazione soffermandoci in superficie al problema.

        Sono sempre i numeri al netto di ogni ideologia che dovrebbero costituire la base di una discussione politica seria, ed in questo concordo pienamente con te. E invece, non pare esserci traccia di alcuna elaborazione concettuale del problema, se non declinata in chiave xenofoba. In retorica si chiama “fallacia ad hominem”: prendersela con qualcuno invece di contrastarne, discutendole – contestualizzare/de contestualizzare -, le idee. Lo facevamo da piccoli: “sei cattivo perché hai il naso storto!”, “sei piccolo e brutto, non puoi parlare!”. Lo fanno anche quelli che accusano di buonismo a vanvera.: “sei politicamente non credibile perché sei buonista!”. Accusare di buonismo una categoria più o meno indefinita di persone per colpire l’articolazione di proposte politiche alternative, senza peraltro averle discusse e contestate nel merito. “Sei buonista, quindi le tue idee saranno per forza buoniste”: pertinenti al massimo alla sfera morale, non certo a quelle del realismo politico. Il tutto questo accade, come riporti anche tu, in una congiuntura economica estremamente critica e negativa.

        La gestione della crisi migratoria – comune, ma personalizzata da ogni governo – è un altro paradigma della crisi europea e di quanto sia evidente che l’Europa ha fallito su ogni fronte.
        Ho sempre pensato (e se non ricordo male, te l’ho anche scritto in uno dei tuoi post) che, tolto l’euro, l’Europa è una “comunità” che non ha nulla in comune.
        Ergo, prevedo che l’Unione continuerà a gestire le politiche comuni prodotte in passato – Brexit permettendo – ma nuove politiche comuni sono altamente improbabili. E a noi, non ci resterà che guardare il problema in faccia e cercare di affrontarlo con serie e realistiche politiche.

        Per tutto il resto, mi trovi concorde e in linea con il tuo pensiero.

        Come vedi, nonostante il fatto sia sempre più difficile comunicare, con un po’ di sana volontà, si riesce anche a comprendersi.

        Piacere reciproco.

  8. Ciao Nadine. A me succede spesso di scrivere e cancellare i commenti ai post che leggo, perché mi rendo conto di non essere in grado di esprimermi in modo adeguato o di ripetere cose già dette troppe volte. In ogni caso mai mi permetterei di aggredire verbalmente chi scrive. Qui leggo post e commenti molto corretti e condivisibili, perciò qualcuno che legge e capisce c’è ancora. 😀

  9. Pingback: I frustrati e il buonsenso del cinghiale

    • Vedi, avvocato, ieri parlavamo della bellezza e, non a caso, la lettura ne fa parte! È una speranza/salvezza sapere che non è tutto perduto, che ci sono ancora tante persone che dedicano parte del loro tempo a leggere e leggersi.

      Un abbraccio e un buon inizio settimana.

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