In istruttoria… 

Il distacco che sto mettendo tra me e questo blog è strano. E non in linea con la mia concezione di interazione e condivisione. 
Cerco di analizzare e comprendere perché girovago dieci minuti tra le parole di chi Amo, mi piace e frequento da tempo, leggo e chiudo. 

Pochissimo da casa. 
Eppure c’è l’aggeggio nuovo, bellobellissimo, bianco bianco che mi ha regalato il pargolo maggiore che occhieggia dalla credenza. 

Eppure lo ignoro. 
Arrivo a notte che era l’ora dei miei passi infiniti e ritrovati tra le parole che l’unica di voglia che ho è di annullarmi in un nulla di notizie spazzatura e di sonno. 
E non è da adesso che l’umidità malefica del mio paese di pianura schiatterebbe pure un eschimese, anche quando sembrava l’inverno nel posto sbagliato. 
Stanchezza da troppo lavoro. 

È vero, ci sta anche quella. 
Troppe ore davanti al pc che mi fanno odiare qualunque cosa abbia una tastiera, cellulare compreso. 
Aspetto che passi senza alzare un dito per farlo passare. 
E non sto male, oddio, dire che sto bene sarebbe esagerato, ma sto, attaccata alle piccole, mapropriopiccolepiccole, cose di ogni giorno, con un sorriso per le giornate di sole autunnale e una tristezza a caduta libera per il mare che non ho. 
Sto con il benessere di certi momenti rarefatti e sognanti in cui concludo il cerchio dei miei sogni con la certezza fasulla che avrò tutto quello che voglio.
Forse è che sto solo facendo un po’ di vacanza da me stessa. 
A volte stare separati insegna a stare meglio insieme.
N.H

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