Auguri Mamma.

La festa della mamma? Sì, un giorno assolutamente da ricordare e festeggiare. Non voglio scivolare nella retorica, ma credo si debba rendere onore a tutte le mamme che continuano a svolgere con Amore e dedizione il loro ruolo, e anche quelle che, come la mia, non ci sono più, mi sembra la cosa più naturale da pensare e dire in questo giorno speciale.

Ogni mamma è un mondo a sé, che con impegno e tenacia forma un universo di sentimenti, Amore, abnegazione, sacrifici, e tante altre luci del loro arcobaleno, che l’uomo, i padri o non padri spesso non riescono a comprendere.

Mia madre è mancata 31 anni fa, avevo 11 anni, ma è sempre stata con me, e il suo ritratto è da sempre nella mia mente e nel mio cuore e ogni sera prima di addormentarmi, facciamo una piccola chiacchierata, la luce della lampada mi rimanda i suoi occhi color ambra e luminosi che sembrano chiedermi come va, e io le rispondo che non c’è male per tranquillizzarla. So che non è tanto, per la persona che ho più amato al mondo, la dedizione, i buoni sentimenti e insegnamenti. Lei donna semplice di sublime dolcezza, ogni tanto, senza ragione mi abbracciava forte, e sentivo il suo cuore che batteva vicino al mio, ero la sua figlia maggiore, un insieme indivisibile di gioia e dolore. Spesso la facevo ridere, e lei, per ricompensami, mi recitava brani di poesie… Mia madre amava la poesia e mi chiedeva che le recitassi la poesia di Mahmoud Darwish “A mia madre” che diceva:

“Ho nostalgia del pane di mia madre
del caffè di mia madre
della carezza di mia madre.
Diventa grande in me l’infanzia
giorno dopo giorno
e mi attacco alla vita perché
se dovessi morire
sarei mortificato per il pianto di mia madre.

Fai di me,
dovessi un giorno ritornare,
stola per la tua frangia.
Coprimi le ossa di erba
fatta pura al tuo passo.
Legami
con un ricciolo di capelli
con un filo che spunta dell’orlo della veste tua
così che io diventi un dio
un dio divento
se il tuo cuore sfioro.

Mettimi, se ritorno,
alimento nel tuo fuoco
corda del bucato sul terrazzo di casa tua
ché io vacillo senza
la preghiera del tuo giorno.
Sono invecchiato,
riporta le stelle della fanciullezza per ritornare
come tornano gli uccelli.”

Mi capita ancora di cercare la mamma la sera,  per vedere se ha acceso il fuoco, e poi mi accorgo che una piccola lampada è dentro di me fuoco inestinguibile d’Amore. E’ la tua festa mamma adorata, domattina ti scaldo la colazione.

 

N.Hcropped-cropped-klimt

Bestemmia di Pier Paolo Pasolini

La diversità che mi fece stupendo
E colorò di tinte disperate
Una vita non mia, mi fa ancora
Sordo ai comuni istinti, fuori dalla
Funzione che rende gli uomini servi
E liberi. Morta anche la povera
Speranza di rientrarvi, sono solo,
Per essa, coscienza.
E poiché il mondo non è più necessario
A me, io non sono più necessario.

(PPP, Poesie inedite, 1964)

pasolini

Dario Fo

È un bel articolo (in realtà si tratta di una poesia) quello scritto sulla morte di Dario Fo, l’ho letto casualmente stamane sul quotidiano libanese Assafir.

Il 13 ottobre, questo quotidiano ha divulgato una notizia breve della morte del drammaturgo e il giorno seguente questo unico “articolo” di Dalia Qanso. Non ho potuto far a meno di paragonarlo al frastuono italiano.
Ho pensato quindi di condividerlo e tradurlo per voi:

Torna a casa … non c’è nessuna ragione all’erranza

Cuore mio
Cuore mio sii saldo
puoi giocare col fuoco…
ma sai che ne devi pagare il prezzo
Non farle sapere
Non farle sapere che l’ami
Non essere folle, non essere cieco
O mio cuore.

Cuore mio
torna a casa
non c’è nessuna ragione all’erranza
nessuna ragione al nomadismo
Lei non deve vedere
Non deve vedere che hai bisogno di lei
Non oltrepassare i limiti
O mio cuore

Cuore mio
Torna dove eri
Ti nuoce lasciarla entrare
Non deve sentire
Non deve sentire che la vuoi
Non deve sapere che è perfetta
Cuore mio
tu sai che non potrà mai essere vero
e che darebbe agli altri
l’amore che da te riceve
Non deve sapere
Non deve sapere
dove stai andando
Non sciogliere il legame
che lega
O mio cuore
Cuore mio fatto d’arguzie
Dai a te stesso un pollice e avrai un miglio
Non cadere
Non inciampare
Se non sei all’altezza del castigo
non commettere il delitto

O mio cuore
il giorno della mia morte
il giorno della mia morte
Nessuno pianga
L’unica cosa che voglio da te
quel giorno
è
che il mio corpo sia esposto sopra il tetto
di casa
Bene, bene, bene
affinché io muoia semplicemente
Gesù addobberà, Gesù addobberà
Gesù addobberà il letto della mia morte
Bene, accoglimi Gesù, accoglimi in mezzo all’aria
e se le mie ali mi dovessero tradire
mio Dio, mi farai incontrare un’altra fanciulla?
Bene, bene, bene, morirò comodamente

Mio Dio fai che nessuno pianga il giorno
della mia morte
Voglio che tu mi accolga lievemente
il giorno della mia morte
E’ tutto ciò che voglio da te.
Bene, bene, bene
Morirò agevolmente.

N.H

fo

Attesa…

Forse perché proprionon riconosco,

questa vita non mia.
L’abito di qualcun’altro,

so che non ha posto

nel mio armadio
e se volessi fare altrimenti, 

mi ritroverei con la polvere

depositata sul mio corpo.
So che chi indosso, a volte

non è adatto all’occasione,

ma non posseggo null’altro da mettere,
né lo vorrei.
Per questo non mi poso

sulla faccia la maschera della festa,

o l’occhio tumido dell’ebbro,
né il mistero del silenzio,

è più una scelta.

Senza verità conclamate.

Riposa,

in me pazienza e devozione,
come di chi attende, che il giorno,

un giorno, arriva, e basta questo

perché non mi travesta di pellicce,

di pelle non mia.

N.H

Dolce Utopia

… e cammino in una notte luminosa/
Abbacinante/
In una strada fluorescente/
Sospinta da un Placido vento/
Come un veliero senza più timone/
Né pensiero/
Case come nuvole/marciapiedi come onde/luna come ancora
Cercando la mia stella polare/
Un volto fra miriadi di stelle/
In un delirio onanistico/
Radente la follia… la magia/
Case come nuvole/marciapiedi come onde/luna come ancora
Nell’eclissi della fede/
Delle possibilità/
Seguo la mia mappa immaginaria/
Alla ricerca del tesoro/
Occultato nel cuore del mondo/
…te…

N.H